Commissione Antimafia, indagine sui giovani: mafia? più dinamica dello Stato - Cronache Parlamentari Siciliane

Commissione Antimafia, indagine sui giovani: mafia? più dinamica dello Stato

15 marzo 2017

Dai gruppi, Focus, In evidenza

IMG_6294[mer 15 marz 2017] “I giovani non credono che lo Stato sia più efficiente, più dinamico, più forte e deciso della mafia. E’ emerso da uno studio sulla percezione che hanno i giovani del fenomeno mafioso, che abbiamo realizzato per creare una cultura della legalita’ e un’adeguata cultura civica. L’indagine e’ stata realizzata su un campione di 166 alunni appartenenti alle scuole medie di 4 comuni: Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia e Paterno'”. Lo ha spiegato Nello Musumeci, presidente della commissione parlamentare antimafia dell’Ars, incontrando i giornalisti, a Palazzo dei Normanni, a Palermo. Lo studio è stato redatto da Orazio Licciardello, psicologo sociale della facoltà di Scienze della Formazione di Catania, che ha condotto l’indagine a titolo gratuito. “Ritengo un onore collaborare con le istituzioni – ha sottolineato Licciardello -. E’ uno studio che mira a capire i fenomeni sociali. E’ emerso che non ci sono differenze sostanziali tra gli alunni dei quattro Comuni. Tra gli aspetti positivi c’e’ il livello molto alto dei ragazzi, l’esigenza di comprendere le informazioni e di proteggere la loro interpretazione. Il pizzo e’ considerato piu’ grave rispetto ad altri fenomeni, come il furto. I ragazzi ritengono che sia molto grave stampare soldi falsi. Ai giovani lo Stato non suscita aspetti ne’ positivi, ne’ negativi. Per loro la famiglia e’ l’unico punto di riferimento, mentre lo Stato nel loro immaginario ha un ruolo marginale”.

“La commissione Antimafia prevede anche un’attivita’ propositiva – ha aggiunto Musumeci -. Questo studio sara’ trasmesso al presidente dell’Assemblea regionale, ai comuni interessati, al governo regionale e alle istituzioni scolastiche, che rappresentano gli interlocutori privilegiati per approntare i rimedi. Suona un campanello d’allarme da parte dei giovanissimi in una regione in cui l’evasione scolastica ha raggiunto percentuali da primato a livello nazionale. I ragazzi non sapevano che l’indagine venisse condotta dalla commissione parlamentare Antimafia, per evitare di condizionarli. I ragazzi hanno parlato con assoluta liberta’. Adesso dobbiamo capire cosa possiamo fare per convincere i ragazzi che lo Stato e’ piu’ forte della mafia“. “C’e’ gia’ uno strumento per intervenire concretamente ed e’ la legge regionale 15/2009 che aveva previsto l’ora di legalita’ nelle scuole siciliane. Una legge che non e’ mai stata applicata, ne’ con Lombardo, ne’ con Crocetta”, ha puntualizzato Toto Cordaro, di Cantiere popolare, vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia. Venerdi’ 24 marzo verranno illustrati i dati di un altro report, questa volta sugli studenti universitari di Palermo.