Cedimento pilone, Procura apre inchiestaSi lavora a progetto di demolizione - Cronache Parlamentari Siciliane

Cedimento pilone, Procura apre inchiesta
Si lavora a progetto di demolizione

13 aprile 2015

Focus

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La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sul cedimento di un
pilone dell’autostrada Palermo-Catania. L’ipotesi di reato è disastro colposo, lo stesso per il quale si indaga sul cedimento a Capodanno della struttura di accesso al viadotto Scorciavacche
della Palermo-Agrigento. La nuova inchiesta è seguita dal procuratore Alfredo Morvillo
e dal sostituto Giacomo Brandini. I magistrati hanno nominato propri consulenti e acquisito
un’informativa dell’Anas.

Intanto, dovrebbe essere pronto entro questa settimana il progetto per demolire il pilone dell’autostrada A19 che venerdì scorso ha ceduto portando alla chiusura del tratto. Sono stati già introdotti dei percorsi alternativi, previsto un potenziamento dei treni ma i disagi restano. E intanto si lavora anche sulla messa in sicurezza nella zona circostante dopo l’ultima frana.

Il movimento franoso nella zona era conosciuto sin dal 2005. L’avanzata negli anni è stata progressiva, l’ultimo smottamento pochi giorni fa, che ha investito il pilone dell’A19 che si è
spezzato dalla base causando il cedimento della carreggiata in direzione Catania. il tempo per intervenire ci sarebbe stato eccome in dieci anni ma nessuno l’ha fatto. Una ricostruzione, questa, che arriva da Erasmo D’Angelis, Coordinatore della Struttura di missione di Palazzo Chigi Italiasicura contro il dissesto idrogeologico che taglia corto: Anas e Regione potevano e dovevano
intervenire già dieci anni fa e nessuno lo ha fatto”. D’angelis non usa mezzi termini nel ricordare che oltre cinque miliardi sono stati stanziati in 15 anni, per il Sud e non sono mai stati spesi. L’Anas si difende sostenendo di non avere alcuna competenza sul versante franato “peraltro – sottolinea il Presidente Ciucci – assai distante dalla sede autostradale” aggiungendo di non avere mai ricevuto né direttive né fondi per la risoluzione del dissesto. Inoltre non risultano pervenute segnalazioni del pericolo da parte degli enti territoriali competenti. “Il viadotto Himera – conclude la nota del gestore della rete stradale – non aveva necessità di alcun monitoraggio in quanto la struttura risultava perfettamente efficiente a seguito dei controlli periodici dei tecnici di Anas”.
E ecco accendersi la polemica, con la replica del Presidente della
Regione Crocetta a D’Angelis. “Polemiche inutili, se dieci anni fa è stata fatta una segnalazione ne prendo atto – dice – ma io non ero al governo e al mio governo non è stato comunicato nulla”. Io non ho trovato nemmeno un centesimo quando mi sono insediato – aggiunge -. I primi fondi li abbiamo ricevuti alla fine dell’anno scorso, una settantina di milioni quando ci vorrebbero almeno 2 miliardi per il dissesto idrogeologico ma questo non preoccupa qualche solone di Roma”. Proprio per affrontare i temi dell’emergenza idrogeologica e infrastrutturale sarà istituito giovedì un tavolo tecnico al quale oltre alla Regione saranno invitati ANAS, RFI, ministero Infrastrutture, ministero Ambiente e i rispettivi assessorati regionali.

Per quanto riguarda l’aspetto dei percorsi alternativi e degli interventi per tentare di ridurre i disagi a oggi sono previsti due treni in più tra Palermo e Catania. La misura anticipa di qualche settimana un più consistente potenziamento, previsto per dicembre, ma a quanto pare anticipato entro la fine del mese. Sono già attivi inoltre, dei percorsi stradali alternativi provvisori, questi sono elencati sul sito dell’Anas. Per quanto riguarda un orizzonte più lungo, secondo i risultati dei primi rilievi il pilone investito dalla frana dovrà essere necessariamente demolito e ricostruito. L’Anas ha assicurato che
entro questa settimana il progetto di demolizione sarà pronto insieme ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria sui percorsi alternativi. Inoltre, a quanto pare la frana non ha danneggiato i piloni che sostengono la carreggiata opposta, Catania Palermo ma solo dopo i lavori di demolizione della carreggiata opposta si potrà decidere se aprire a doppio senso quel tratto di strada.

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