Parlate male di me, non dell'Ars Il Presidente Ardizzone al controattacco - Cronache Parlamentari Siciliane

Parlate male di me, non dell’Ars
Il Presidente Ardizzone al controattacco

1 agosto 2017

Eventi, Focus, slide

[mar 1 ago 2017] Era l’ultima vera occasione per respingere al mittente le ormai reiterate accuse all’Ars da parte dell’opinione pubblica. Al Presidente dell’Ars forse sarebbe convenuto tacere, per non rialimentare le polemiche che finiscono per fare l’effetto boomerang. Ma Ardizzone proprio non ci sta, straconvinto, dati alla mano, di aver fatto bene. Allora la cerimonia del Ventaglio, tradizionale incontro coi giornalisti prima della pausa estiva e ultimo della sua legislatura, è un controattacco vero e proprio. Non c’è bisogno di domande. Ardizzone parte in quinta, con le schermate e i numeri a supporto.

“Questa Presidenza – ha detto Ardizzone con una certa enfasi – ha le carte in regole per fare la voce grossa. Delegittimando le istituzioni si vuole la fine della democrazia. Magari qualcuno ironizzerà ma questo è il dato fondamentale. Parlate male di Ardizzone o dei parlamentari, ma non delle istituzioni. Non si può dire che l’Ars sia un ente inutile. Dite che Ardizzone è inutile, ma non attaccate il Parlamento perché c’è stata gente che ha dato la vita”.

Impegni mantenuti. “Agli attacchi, non sempre motivati, a questo palazzo, rispondiamo – ha detto il politico messinese – con i dati. Il giorno del mio insediamento ho detto che mi sarei agganciato al decreto Monti e l’ho fatto. L’unico gruppo che non ha votato il recepimento del decreto Monti è stato il Movimento 5 Stelle. Al populismo che regna in Italia si risponde con la buona politica, quella che sa come fare le leggi. Quanti attacchi mediatici, quante falsità sono state dette. Sono stato alla commissione Antimafia, contestando l’antimafia di facciata. Siamo stati la prima regione ad applicare il decreto Monti e sulla base della trasparenza la prima regione a evidenziare i dati dei vitalizi e delle pensioni di reversibilità. Sono fiero di essere presidente di questo Parlamento siciliano e della Fondazione Federico II”.

Riduzione dei costi. “Il costo dell’Ars è diminuito, da 162 milioni a 143, di questi 14 riguardano il costo della politica, le indennità dei parlamentari. Perché si deve continuare a sostenere che il Parlamento siciliano è quello che costa di più? L’indennità del presidente dell’Ars è uguale a quella del presidente del Consiglio del Molise. Parlate male di Ardizzone o dei parlamentari, ma non delle istituzioni. Non si può dire che l’Ars sia un ente inutile. Dite che Ardizzone e’ inutile, ma non attaccate il Parlamento perche’ c’e’ stata gente che ha dato la vita”.

Attività legislativa. “Sono 109 le leggi approvate contro le 108 della scorsa legislatura, 61 di iniziativa governativa, 37 di iniziativa parlamentare, solo 11 di iniziativa mista. E ancora la legislatura non è finita. Giungono richieste su vari disegni di legge ma occorre approvare il Rendiconto generale e l’assestamento. Infine ha la priorità l’abolizione del voto segreto all’Ars perché non esiste in nessun altro Parlamento regionale”.

 Cuffaro. Il Presidente dell’Ars è tornato oggi sulla nota polemica scoppiata la scorsa estate col diniego di Ardizzone a concedere la sala intitolata a Matterella per un dibattito con la presenza di Totò Cuffaro. “Scoprii – ha detto Ardizzone – della presenza di Cuffaro a quel convegno solo attraverso un messaggio whatsapp in cui si leggeva: ti aspetto con Toto’ Cuffaro e accanto il logo dell’Ars. Nulla di personale ma a queste cose non ci sto”. “Sono rimasto da solo” in quella decisione, afferma Ardizzone. “Ma quel giorno ho voluto mandare un messaggio”, “ho detto no a quella che mi è sembrata una provocazione: se dedichiamo la Sala Rossa a Pio La Torre e la Sala Gialla a Piersanti Mattarella perché mi si chiede poi una di queste sale per un ex presidente condannato per mafia?”.

Addio partiti. “Quest’anno per la prima volta la legge finanziaria non è stata impugnata. La Finanziaria è passata con la mia accetta e mi prendo il merito, pur rimanendo isolato. Ho svolto il mio ruolo in perfetta solitudine. Visto che i gruppi parlamentari non esistono più, quest’anno ho dovuto mandare una lettera ai segretari dei partiti, dicendo che entro il 30 aprile si doveva approvare il testo. Sono andato al di là dei miei compiti. Ho le carte in regola perché ho fatto quello che prevedevano le leggi e ho messo davanti a tutto l’etica”.

“Stiamo vivendo in una fase caratterizzata dallo sfaldamento della politica e della classe dirigente, ma l’Ars è una cosa diversa. Mi auguro che i parlamentari vengano in Aula. E’ vero che c’e’ una fase di stallo ma la politica è affaccendata in altre questioni. Dobbiamo recuperare il senso della politica. C’e’ un problema di selezione della classe dirigente su cui riflettere e non è una questione di destra o sinistra. Il populismo si alimenta della cattiva politica.