Convegno al Senato sul metodo MichelaTra i relatori lo stenografo dell'Ars Verruso - Cronache Parlamentari Siciliane

Convegno al Senato sul metodo Michela
Tra i relatori lo stenografo dell’Ars Verruso

23 novembre 2015

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verruso 2Il palermitano Fabrizio Gaetano Verruso, stenografo dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha partecipato il 5 a Roma presso il Senato ad una conferenza nazionale dedicata ad Antonio Michela Zucco, in occasione del bicentenario della nascita dell’uomo che inventò “La Michela”, una macchina concepita come fonostenografica e che, ancora oggi, è utilizzata dallo stesso Senato della Repubblica. Il convegno si è tenuto alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, dei parlamentari Francesca Bonomo e Lucio Malan, del Capo Ufficio Stampa del Senato, Iolanda Cardarelli. Sono intervenuti il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Mauro Laus, il sindaco di San Giorgio Canavese, Andrea Zanusso, la professoressa Giuliana Limiti, Massimo Martinelli, Consigliere Capo Ufficio dei Resoconti del Senato, Giulia Torregrossa, stenografa parlamentare del Senato e gli stenografi Dr. Keith Vincent (USA) e Dr. D’Arcy Mc Pherson (Canada). Alla Conferenza è giunto anche il saluto del Presidente della Repubblica.

Passando in rassegna l’evoluzione stenografica con particolare riferimento alla cornice ottocentesca (il sistema Pitman in Inghilterra con l’adattamento italiano di Francini), Verruso si è soffermato sulla fonografia manuale di Antonio Michela Zucco correlando la fonetica di tale sistema agli altri in adozione, in particolare il sistema di stenografia manuale Cima (usato presso l’ARS per la resocontazione delle sedute). Fabrizio Verruso, già primatista internazionale ai Campionati mondiali Intersteno (nell’edizione del 2005, a Vienna, ha conseguito anche il titolo di campione mondiale per il riconoscimento del parlato, argento in resocontazione sommaria) ha, infine, relazionato sull’opportunità di un’attivazione di una scuola permanente di resocontazione professionale e parlamentare, proposta che ha raccolto l’onorevole Francesca Bonomo, presente alle celebrazioni.

Fabrizio Verruso è anche componente il Comitato direttivo degli stenografi parlamentari e professionisti dell’Intersteno (la Federazione internazionale che ogni due anni organizza i Campionati mondiali di scritture veloci). Assegnato dal 2003 all’Ufficio dei Resoconti (oggi all’interno del Servizio dei Lavori d’Aula), dottore in scienze politiche, Verruso è anch’egli uno stenografo manuale, conoscitore del sistema Cima (il padre è stato insegnante di tale sistema in diversi corsi di formazione professionale) e da sempre convinto sostenitore dell’utilità di una sua applicazione tra gli addetti ai lavori, proprio in ragione delle sue caratteristiche abbreviative. Si è anche interessato di riconoscimento vocale (un sistema automatico di trascrizione della voce in caratteri ordinari) e ha al suo attivo diversi contributi a stampa sulla materia oltre che di insegnamento, anche in classi con ragazzi con deficit della vista.

Il contributo di Verruso alla Conferenza in memoria di Antonio Michela Zucco si è apprezzato per il suo taglio storico che ha individuato nel periodo tra il Sette e l’Ottocento i secoli delle stenografie: “oltre duecento sistemi stenografici nella sola Inghilterra – precisa Verruso – con varianti più o meno apprezzabili rispetto alla linea geometrica… Poi l’avvento dei sistemi corsivi, con i loro virtuosismi grafici (tra questi, appunto, il sistema Cima, a tendenza corsiva) con maggiori propensioni a seguire le alte velocità dell’eloquio. E soprattutto perché i sistemi corsivi sono maggiormente aderenti a un tracciato agevole e tanto più razionale, nel loro evolversi, se rispondenti al principio fonetico, rispecchiando le caratteristiche linguistiche della parola. Un abito su misura della lingua – chiosa infine Verruso – che maggiormente esalta quell’atelier della parola che, dalle aule di Sala d’Ercole, è poi il manufatto sartoriale di tutti i colleghi stenografi. Il resoconto stenografico delle sedute d’Aula”.

Note:
Il metodo Michela di stenografia meccanica è stato ideato nel 1862 (e brevettato nel 1878) dal prof. Antonio Michela Zucco ed è attualmente utilizzato, nella sua versione computerizzata, presso il Senato della Repubblica ed anche presso il Consiglio regionale del Piemonte, per la redazione dei resoconti stenografici.
Esso si basa sull’utilizzo di un’apposita tastiera formata da 20 tasti, simili a quelli di un pianoforte. Ad ogni tasto è associato un segno grafico ed un preciso valore fonico. I tasti possono essere utilizzati singolarmente o mediante combinazione tra loro, dando luogo appunto ad altri segni grafici.
Di professione insegnante, Antonio Michela Zucco inventò la macchina fonostenografica dopo aver fatto studi ed esperimenti sulla scrittura fonetica, allo scopo di pervenire . Il sistema consiste nella diversa combinazione di soli sei comunissimi segni con i quali si ottengono le sillabe dell’alfabeto. Un’invenzione geniale che consente tuttora di ottenere alte velocità di registrazione. In Italia venne usata per la prima volta nel corso della seduta del consiglio municipale di Torino svoltasi il 20 gennaio 1879. La macchina fu adottata anche in Francia.

Il sistema Cima, definito di “semplicità francescana”, è stato ideato da Giovanni Vincenzo Cima, di Verzuolo (CN), un sistema poi ufficialmente riconosciuto dallo Stato italiano e ammesso al pubblico insegnamento fino agli anni Novanta del secolo scorso (insieme agli altri, Gabelsberger-Noe, Meschini e Stenital Mosciaro). Il sistema Cima è definito a tendenza corsiva, ma ha tra i suoi segni anche caratteri “geometrici” (linee e punti) ed è quello che viene considerato con maggiori caratteristiche fonetiche, possedendo inoltre segni grafici corrispondenti a una razionale riduzione dei comuni caratteri I segni speciali e le abbreviazioni proprie del sistema, ne fanno ancor oggi una «scrittura in codice» per la quale si avverte la nostalgia di una scuola che, nell’insegnarlo, proietti nuovi professionisti tra i giovani della resocontazione.

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