Ars approva 'collegato'Ok a fusione tra Ircac e Crias - Cronache Parlamentari Siciliane

Ars approva ‘collegato’
Ok a fusione tra Ircac e Crias

27 giugno 2018

Aula, slide

[Mer 27 giu 2018] Con 31 sì l’Ars ha approvato stasera il ddl collegato, dopo che la riunione dei capigruppo ha accolto l’indicazione del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e messo da parte gli emendamenti al testo di 9 articoli, prelevandone soltanto 3 che riguardano i dipendenti della Sas, gli ex sportellisti e i lavoratori precari dei comuni in dissesto.

Dopo tanta attesa, in un pomeriggio l’Ars ha approvato l’intero articolato. La legge contiene alcune delle norme inizialmente stralciate dalla finanziaria. Fra queste l’accorpamento di Ircac e Crias, alcune disposizioni in materia di società partecipate, consorzi universitari, lavoratori forestali, dipendenti degli enti parco, formazione professionale. Dopo l’approvazione dei nove articoli del ddl si è passati all’esame del blocco degli emendamenti aggiuntivi, e sono sorte difficoltà anche dal punto di vista tecnico rispetto al contenuto di alcuni emendamenti. “La maggior parte di questi emendamenti sono incomprensibili”, ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Anche gli uffici dell’Ars hanno rilevato, nel corso dei lavori d’aula, alcune incongruenze negli emendamenti aggiuntivi. Dopo le richieste di approfondimento da parte delle opposizioni, sono stati ritirati dal governo.

Non a caso, dopo un lungo braccio di ferro fra governo e maggioranza da una parte e opposizioni dall’altra, era stata necessaria una sospensione per convocare una conferenza dei capigruppo con diversi tentativi di mediazione da parte del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

Non c’è la tanto discussa norma sull’Esa.

La novità più importante è la nascita dell’Istituto regionale per il credito agevolato, frutto della fusione per incorporazione tra Ircac e Crias, un polo per le imprese che possono accedere al credito agevolato. Il nuovo istituto manterrà la natura di ente economico dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e, come già previsto dalla legge finanziaria approvata lo scorso aprile, opererà a favore delle imprese artigiane e cooperative, oltre a prevedere nuove forme di intervento a favore delle attività economiche siciliane. “Desidero esprimere la mia soddisfazione per il voto dell’Assemblea regionale – afferma il presidente della Regione Musumeci – avviando così un primo significativo percorso per rendere la Regione utile al sistema imprenditoriale ed economico locale. Con l’approvazione di questa norma e dell’intero collegato, si chiude la sessione di bilancio e si aprirà quella delle riforme”. Critiche le opposizoni. Per il capogruppo Pd Giuseppe Lupo si tratta di una norma “spot”. Non si capisce però il motivo per il quale il governo ha usato due pesi e due misure: infatti il tema della riforma degli enti per il credito, altrettanto importante rispetto a quello dell’Esa, è stato inserito in un articolo del ddl ‘collegato’ prevedendo la fusione di ‘Ircac e Crias’. Si tratta di una norma incompleta, non si specifica la governance, si crea un nuovo ente che rischia di diventare un altro carrozzone”. Critico anche il Movimento Cinquestelle con le parole demma portavoce Valentina Zafarana: “Ora che questo collegato e’ stato approvato- ha detto – il governo non ha piu’ alibi. Cominci a lavorare, visto che finora lo ha fatto poco o nulla. La Sicilia non puo’ aspettare i suoi comodi in eterno”. Questo il commento della capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Valentina Zafarana, dopo l’ok dell’aula al collegato alla Finanziaria.

“Attendiamo ora – dice la deputata – le riforme strombazzate in campagna elettorale e di cui finora non s’e’ vista nemmeno l’ombra e che la Sicilia continua ad attendere”. Dalla capogruppo M5S anche una critica sui metodi portati avanti durante i lavori: “Abbiamo assistito – dice Valentina Zafarana – a norme presentate e ripresentate sempre uguali perche’ dovevano passare a tutti i costi, tutto questo con l’impossibilita’ di operare nelle commissioni di merito. Noi, ancora una volta, abbiamo dimostrato con il nostro lavoro di essere piu’ che responsabili. Attendiamo ora che il governo batta un colpo”.

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