Il Presidente Miccichè a tutto campo: basta demagogie sui risparmi - Cronache Parlamentari Siciliane

Il Presidente Miccichè a tutto campo: basta demagogie sui risparmi

21 dicembre 2017

Focus, In evidenza

[gio 21 dic 2018] L’emozione del giorno in cui è stato eletto è ampiamente superata. Il due volte Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, torna allora a mostrare la sua personalità, che ne fa un marchio di fabbrica, in occasione degli auguri di Natale con la stampa.  E non usa giri di parole, anche a costo di essere impopolare. Accanto a lui Giovanni Ciancimino, decano dei giornalisti parlamentari, ma non c’è bisogno di domande. Miccichè parte subito dagli stipendi dei dipendenti dell’Ars, dopo aver ricevuto una lettera del parroco del quartiere Albergheria di Palermo, Padre Scordato, che lo invita a non aumentarli.
Stipendi. “Voglio chiarire che non voglio aumentare stipendi, non ho nessun piacere di aumentare niente: scriverò una lettera a Padre Cosimo Scordato per spiegare il meccanismo che c’e’ e ringraziarlo per questa attenzione che lui ha avuto: ma e’ fin troppo ovvio che nessuno intende sprecare soldi e darli a chi e’ fin troppo ricco. Il 31 dicembre di quest’anno scade il termine di legge per il taglio degli stipendi dei dipendenti dell’Ars, taglio che e’ stato fatto. Oggi – ha aggiunto Miccichè – la legge vieta che questi tagli vengano rifatti a partire dall’1 gennaio: c’e’ un parere della Corte Costituzionale che ritiene illegittimo fare quei tagli, che si dovevano fare una tantum”. Micciche’ ha quindi sottolineato che “a marzo-aprile vedremo quello che fanno in Senato: se riproporranno questo sistema ci adegueremo. Il marxismo e’ stato battuto da tempo. Il concetto di stipendi uguali per tutti non esiste piu’, esiste una distinzione di ruoli e di stipendi. E poi questo meraviglioso risparmio in realtà non e’ avvenuto: tutti quelli che sono andati in pensione anziche’ accettare il taglio lo hanno fatto con lo stipendio che avevano prima. Non si e’ risparmiato un solo stipendio”, ha sottolineato il presidente dell’Ars, precisando che “ci sara’ anche ora la buona volonta’ di risparmiare, ma non dobbiamo prenderci in giro, perché l’ipocrisia è la demagogia sono cose tremende”. Secondo Miccichè “alcuni risparmi si devono fare, ma non posso pensare di togliere beni necessari a un Parlamento, e’ sbagliato farlo sull’altare della demagogia”.
No a esterni. “Entrero’ nella struttura dell’Assemblea perche’ bisognera’ rafforzarla. Non ho intenzione di prendere dirigenti esterni se riusciamo a evitarlo: vorrei far crescere i ragazzi che ci sono adesso. Dopo l’introduzione del tetto degli stipendi sono rimasti 2-3 dirigenti per amore dell’Assemblea e di questa terra, non certo per un ritorno economico. Li ringraziero’ personalmente, meritano loro di guidare oggi questa Assemblea”.
Amministrazione dell’Ars. “L’amministrazione dell’Assemblea e’ fortemente deficitaria e non era così a suo tempo, quando c’erano direttori molto bravi e un gruppo di persone con esperienza importante. Il taglio improvviso di tutta la classe dirigente di questa Assemblea ci ha lasciato un gruppo di giovani, quasi tutti bravissimi, che tuttavia non hanno un maestro, una guida. Un fatto che ha creato imbarazzi. C’e’ una situazione molto difficile. E’ bene vantarsi dei tagli, oggi pero’ questa Ars deve funzionare, siamo in una situazione di tale gravità e tale crisi per cui c’e’ bisogno che l’Ars funzioni in maniera straordinaria. Bisogna immaginare di dover salvare la propria casa, la propria terra, i propri figli”.
Legge elettorale. “C’e’ da correggere la legge elettorale. Non e’ possibile che chi ha preso il 7% ha 7 deputati e un altro partito che ha preso sempre il 7% ne abbia 2: c’e’ un errore da qualche parte che bisogna correggere, spero di poterle sistemare queste cose”.
Leggi. “L’Ars lavora per quello che serve. Se arrivano leggi e proposte da Governo e Parlamento, l’Assemblea si riunisce e valuta, altrimenti che facciamo, ci riuniamo per guardarci in faccia? Anche questo fa parte della demagogia, il numero delle sedute… E’ demagogia. Contano le leggi che vanno a buon fine, non conta presentarne 100 e farsene bocciare 90 dal Consiglio dei ministri perche’ incostituzionali”.
Ars e Governo. Sono tenuto a favorire la realizzazione del programma del presidente Musumeci, che mi piace e ho votato, ma soprattutto perchè lo devo ai siciliani che lo hanno votato. Gli elettori hanno chiesto che si realizzasse il programma Musumeci, e’ quindi un mio compito assoluto favorire che questo avvenga”.